Omertà e complicità dei media: il caso Bill Clinton
3 Dicembre 2020Perché è stato tutto così banalmente facile per loro?
5 Dicembre 2020Il potere della grande finanza che domina il mondo per mezzo dei suoi satelliti e dei suoi servi sta ormai lasciando cadere la maschera: si è stancato di tenere in piedi l’apparenza delle forme democratiche e ha una gran fretta di concludere il suo lavoro, il Grande Azzeramento, perciò ormai vede il rispetto delle forme come un lusso che non ha più ragion d’essere. Ora la parola passa all’azione totalitaria, alla repressione del dissenso, alla criminalizzazione della vera opposizione, lasciando sussistere solo una "opposizione" finta e addomesticata. E se nemmeno questo è sufficiente; se non basta corrompere gli scrutatori per far passare il più grande broglio elettorale della storia, come negli Stati Uniti, né basta mandare quindici vigili per arrestare una signora che era uscita col cagnolino, senza indossare la mascherina, e portarla in manette alla centrale, come accade da noi in Italia: se tutto questo non basta ancora, si passa al terrorismo puro e semplice, alla criminalità, al ricatto, al rapimento e all’omicidio. E ciò vale anche, anzi vale soprattutto, per la sedicente chiesa cattolica del signor Bergoglio, una diretta emanazione delle logge massoniche sotto il protettorato dei gesuiti, i quali a loro volta sono diventati una massoneria vera e propria, che ragiona, programma e agisce esattamente come fanno le atre logge, quelle della società profana. Perché deve essere ben chiaro che questa sedicente chiesa, che non ha più nulla di cattolico se non il nome, abusivamente sfoggiato come specchietto per le allodole, in realtà sta portando avanti l’agenda massonica, satanista e mondialista secondo la prevista tabella di marcia, nella quale il ricatto, l’intimidazione e l’assassinio sono divenuti normali mezzi di pressione e di eliminazione degli ostacoli più fastidiosi.
Qualcuno penserà che stiamo esagerando; che la situazione non è poi così tragica; che pressioni e siluramenti fanno parte del gioco della politica e ciò vale a che per la Chiesa visibile, stanti gli appetiti che inevitabilmente si accendono intorno alle carriere ecclesiastiche e alla gestione delle finanze vaticane, ma che dopo tutto si tratta di cose relativamente normali. In tal caso, domandiamo se si debba considerare normale che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, dopo aver indirizzato la famosa lettera aperta a Bergoglio sul caso McCarrick, il 26 agosto 2018, sia costretto a vivere in clandestinità, esattamene come accade ai testimoni d’accusa nei processi contro la criminalità organizzata, nel suo caso però senza poter contare sulla protezione delle pubbliche autorità, ma al contrario, sapendo che il pericolo viene anche da quella parte. Viganò, infatti, non si è limitato, in quella lettera e nei successivi documenti resi pubblici nel corso degli ultimi mesi, ad accusare Bergoglio, Sodano, Bertone e Parolin di aver coperto l’esecrabile condotta di MacCarrick e di aver ignorato le segnalazioni sul suo conto, ma ha denunciato l’esistenza di una inconfessabile connessione fra il Deep State e la Deep Church, fra lo Stato profondo e la Chiesa profonda, basata sullo scambio di favori reciproci, sempre diretti ad occultare la verità, a zittire le vittime e i testimoni, a offrire copertura ai delinquenti e a stabilire un patto di ferro tra settori deviati, ma potentissimi, delle pubbliche amministrazioni, della polizia, dei servizi segreti, e settori altrettanto deviati della Chiesa, cominciando dalla Curia romana, ma includendo anche le chiese locali, prima fra tutte la ricca e vasta chiesa degli Stati Uniti d’America. Il trait d’union fra le due malefiche entità sono le lobby gay, che spadroneggiano sia nell’una che nell’altra e che creano una rete di complicità e di collaborazioni illecite, sovente con caratteri propriamente criminali. E se qualcuno pensasse ancora che stiamo esagerando e che, in fin dei conti, non è affatto provato che la cautela presa da Viganò, di vivere in clandestinità da oltre due anni, non sia eccessiva e frutto di mania di persecuzione più che di un potenziale pericolo effettivo, rispondiamo citando, a mero titolo di esempio, il caso Moreno, avvenuto a Buffalo, contea di Erie, stato di New York, il 13 ottobre 2012, recentemente portato all’attenzione del pubblico italiano da un articolo pubblicato sul sito Stilum Curiae del giornalista Marco Tosatti (https://www.marcotosatti.com/2020/12/04/la-storia-del-prete-ucciso-a-buffalo-doveva-fare-una-denuncia-a-vigano/). Padre Joe Moreno quel giorno venne trovato morto con proiettile conficcato in testa, e le autorità chiusero frettolosamente il caso affermando che si trattava di suicidio; ma una successiva indagine ha rivelato l’esistenza di un secondo foro di proiettile nel cranio del poveretto: strano quindi che un uomo, un sacerdote, decida di morire sparandosi due colpi alla testa, eppure il giudice ha insisto nella prima versione dei fatti. La sorella di padre Moreno tenta da allora di far riaprire il caso, anche per dare un po’ di sollievo al padre, anziano e malato, che ogni notte chiama per nome il figlio scomparso. Il sospetto, avanzato dai familiari, è che il sacerdote avesse scoperto l’esistenza di una vera e propria mafia gay all’interno della diocesi di Buffalo e che fosse deciso a denunciarla; non solo: pare che i sacerdoti corrotti godessero della protezione pressoché assoluta della polizia, la qual aveva ordine di non arrestarli mai, neanche flagranza di reati sessuali, ma di riconsegnarli sempre al loro vescovo. Particolare quanto mai significativo: quando fu trovato morto, padre Moreno era sul punto d’incontrarsi proprio con monsignor Viganò, allora nunzio apostolico negli Stati Uniti, per consegnargli un corposo dossier che aveva messo insieme, indagando nei settori "marci" della chiesa locale. Per l’esattezza, mancavano quattro giorni all’appuntamento fra i due uomini. È abbastanza chiaro, o no, con che razza di gente abbiamo a che fare?
E tuttavia, in mancanza di prove schiaccianti, senza dubbio molti continueranno in cuor loro a dubitare. Dopotutto, siamo certi che padre Moreno sia stato assassinato? E se anche così fosse, non potrebbe trattarsi di un crimine individuale? Siamo proprio certi che vi sia una mafia gay nella città di Buffalo, e magari anche nel resto degli Stati Uniti? Sì, è vero: in effetti è la stessa relazione ufficiale dell’autorità ecclesiastica sul caso Mc Carrick, pochi giorni fa resa di pubblica ragione, a confermarlo, pour piena com’è di omissioni e di edulcorazioni, per proteggere l’onorabilità di Bergoglio e dei segretari di stato tirati in ballo dalla denuncia di monsignor Viganò. E come esiste negli Stati Uniti, esiste, purtroppo, anche negli altri Paesi, e perfino in Vaticano. Anzi, in Vaticano esiste anche la componente satanista, come detto a chiare note da padre Gabriele Amorth, la cui fonte d’informazioni era tremendamente credibile: il diavolo in persona, costretto a confessare la verità nel corso dei suoi innumerevoli esorcismi su persone possedute. Del resto, la storia recente del Vaticano è fitta di ombre e di misteri inquietanti. Come non ricordare la scomparsa della povera Emanuela Orlandi, e le ambigue relazioni intercorrenti fra certi ambienti vaticani ed Enrico De Pedis, boss della banda della Magliana, insolitamente sepolto in una chiesa di Roma, la basilica di Sant’Apollinare? E come non ricordare la vicenda inquietante, stranissima, dell’omicidio-suicidio denominato caso Estermann, quando, l’8 maggio 1998, vennero trovati in una stanza i corpi senza vita del neocomandante della guardie svizzere, di sua moglie e di un giovane vice-caporale? A quest’ultimo, Cédric Tornay, l’inchiesta addebitò l’assassinio del comandante e della moglie, compiuto il quale il giovane si sarebbe tolto la vota. Una storia stranissima, piena d’incongruenze materiali e concettuali, che non ha mai convinto del tutto, specialmente la madre del povero Tornay la quale non crede che suo figlio si sia ucciso dopo aver compiuto un duplice delitto, e che invano aveva chiesto un supplemento d’inchiesta, scrivendo personalmente al pontefice Giovanni Paolo II, ma senza ricevere alcuna risposta e anzi venendo caldamente consigliata di andarsene da Roma, dove si era recata per avere delle risposte ai suoi angosciosi interrogativi. E si potrebbe seguitare facendo riferimento ad altri episodi, compreso l’assassinio Pecorelli, il quale, fra le altre cose, aveva messo il dito nella piaga dei rapporti fra certi ambienti politici, la massoneria deviata della Loggia P2 e la criminalità organizzata, quest’ultima, a sua volta, coinvolta – nella persona di De Pedis – in relazioni poco chiare con certi ambienti curiali.
Quello che è in sospeso, in questi giorni drammatici di falsa pandemia e di falsa emergenza sanitaria, che servono per imporre ai popoli il giogo, altrimenti intollerabile, di una dittatura ferrea, spietata, quale mai era stata immaginata neanche dai più crudeli despoti del passato, è non solo stato di diritto, la credibilità delle istituzioni, la trasparenza dell’informazione, la legittimità degli organi di controllo che invece di vigilare, spalancano le porte a ogni abuso e sottoscrivono ogni forzatura, spunta aldilà di qualunque misura e del più elementare buon senso; ma è la nostra stessa condizione di persone libere, con una propria testa per pensare, una propria volontà per fare delle scelte, ad esempio quella di vaccinarsi o no, di stare in casa o no, di proseguire il lavoro o no, di frequentare le lezioni o no, di andare in chiesa a glorificare il Signore o no. In pratica, sono in forse secoli e millenni di civiltà, di certezza del diritto, di affidabilità delle istituzioni, di libertà di culto: tutto appeso al filo del volere dei grandi banchieri speculativi e dei padroni delle multinazionali, i quali stanno realizzando ulteriori, mostruosi guadagni nella misura in cui, specularmente, il ceto medio si sta dissanguando e milioni e milioni di nuovi poveri si stanno aggiungendo alla lista dei disoccupati, dei disperati, degli sradicati. Esisteva un tacito patto fra gli individui e lo Stato e fra gli individui e la Chiesa, almeno nei Paesi occidentali di tradizione cristiana: il cittadino sapeva di potersi fidare di quelle istituzioni e degli uomini che le rappresentano; e, se mai accadeva che costoro si dimostrassero indegni, ciò non intaccava il prestigio e l’onorabilità delle istituzioni stesse. Adesso, però, si ha la netta sensazione che non ci si può fidare né dello Stato, né della Chiesa, perché entrambi sono caduti in potere dei padroni della grande finanza, e perciò perseguono l’interesse di costoro, e non dei cittadini e dei fedeli. Al contrario, pare che il compito delle istituzioni civili e religiose sia quello di far crescere la ricchezza e il potere dei loro padroni occulti, nonché di asservire e piegare, mediante l’arma del terrore, le persone comuni, colpendo al cuore la famiglia naturale, il matrimonio fra uomo e donna, la procreazione, il diritto alla nascita, il diritto alla vita fino al sopraggiungere della morte naturale. In altre parole, sembra proprio che esista un’agenda globale per stabilire tempi e modi dell’Azzeramento Globale, ciò che del resto i padroni universali non si curano di nascondere, anzi, proclamano apertamente, anche per bocca dei giornalisti e degli uomini di governo, in modo che l’idea di un azzeramento e di una ripartenza su basi totalmente nuove, ove nulla sarà più come prima, penetri a fondo nella mente e nel cuore delle persone, e spenga in loro ogni eventuale velleità di resistenza. Inoltre si va facendo strada l’impressione che gli uomini delle istituzioni sono pronti e disposti a ricorrere a qualsiasi mezzo, compresa la violenza fisica e morale, pur di raggiungere i fini prestabiliti; e che abbiano saltato il fosso una volta per tutte, rimangiandosi ogni giuramento di fedeltà e ogni senso etico, e siano perciò disponibili a macchiarsi le mani dei peggiori crimini, qualora ne ricevessero l’ordine o ne vedessero la necessità.
Come spiegare, altrimenti, la docilità con cui migliaia di medici applicano protocolli sanitari irragionevoli, firmando certificati di morte palesemente falsi, e attaccano con estrema violenza i pochi colleghi che osano esprimere dubbi sull’uso dei vaccini; migliaia di uomini delle forze dell’ordine si accaniscono a sorvegliare, multare, perfino arrestare i pacifici e onesti cittadini che osano esprimere il loro civile dissenso; migliaia e migliaia di giudici collaborano a instaurare questo clima di totalitarismo strisciante, assecondano l’opera nefasta dei politici asserviti all’élite e non offrono alcuna difesa giuridica a quanti sono oggetto d’ingiuste restrizioni e repressioni? E come spiegare che il clero abbia deciso di abbandonare il bene spirituale dei fedeli, disinteressarsi alla loro vita nella grazia di Dio, e rinunciare a celebrare la santa Messa e amministrare i Sacramenti, solo perché qualcuno, sulla base di ragionamenti capziosi, ha deciso che le chiese possono essere luoghi d’infezione, mentre supermercati e centri commerciali restano aperti e affollati da decine e centinaia di persone? Pertanto, quei disordini che prima si potevano attribuire alla responsabilità individuale di funzionari infedeli o di sacerdoti corrotti, ora appaiono in una luce completamente nuova, come parte di un piano organico, di una strategia complessiva volta a ridurre all’impotenza i cittadini e a distruggere la fede nel cuore delle persone, sino a ridurre l’umanità ad una massa inerte, disarticolata, senza radici, senza identità, senza intelletto, senza coscienza, senza timor di Dio, né il più basilare di tutti gl’istinti, quello di sopravvivenza. Una massa che, pertanto, si potrà istigare alla propria auto-eliminazione, mediante la pratica sempre più frequente del divorzio, dell’aborto, dei mezzi anticoncezionali, dell’eutanasia, dell’uso delle droghe, della promiscuità e della perversione sessuale, fino a farle raggiungere uno stato di totale abbrutimento e completa perdita di controllo e capacità di riconoscere e distinguere il bene dal male, il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto. Ormai, è chiaro, abbiamo a che fare con un potere mondiale di tipo criminale, col quale è del tutto illusorio sperare di far valere le proprie ragioni nel rispetto della legge. È lui, infatti, che fa le leggi…
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